La Chiesa Madre, o Basilica dei Santi Pietro e Paolo, domina Collesano dall'alto della sua monumentale scalinata. Iniziata tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, divenne Chiesa Madre nel 1543 e fu consacrata nel 1548. L'attuale facciata neoromanica risale al 1900.
All'interno la basilica ha tre navate e una fitta raccolta di opere provenienti anche da altre chiese di Collesano. Le pareti del presbiterio conservano il ciclo di affreschi del 1624 con storie dei Santi Pietro e Paolo, opera di Gaspare Vazzano detto Lo Zoppo di Gangi.
Alza lo sguardo nella navata centrale per il Crocifisso sospeso della metà del Cinquecento; sul retro, la Resurrezione di Antonello Sillaro è datata 1555. Tra le altre opere spiccano l’organo di Antonino La Valle del 1627 in una cassa lignea più antica, il coro di Andrea Russo intagliato nel 1570–1585, il tabernacolo marmoreo del 1489 proveniente da Santa Maria Assunta e la Madonna dei Miracoli, patrona di Collesano.
NotaEsterno sempre visibile. L'interno dipende dagli orari di apertura.
Tre navate, archi a tutto sesto su alti pilastri in muratura
Da non perdere
Iniziata tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, Chiesa Madre dal 1543 e consacrata nel 1548; facciata neoromanica del 1900.
Elevata a Basilica Minore da Giovanni Paolo II nel 1983.
Ciclo di affreschi di Gaspare Vazzano "Zoppo di Gangi" (1624): 22 ovali e 13 riquadri sulle vite dei Santi Pietro e Paolo.
Tabernacolo marmoreo del 1489 proveniente da Santa Maria Assunta, commissionato dal presbitero Francesco Sunzerio.
Custodisce la "Maria Santissima dei Miracoli" — dipinto quattrocentesco, patrona di Collesano dal 1641.
Processioni della Settimana Santa e festa patronale 25–27 maggio (processione il 26).
Dalla guida storica locale
San Pietro cominciò a sorgere agli inizi del Cinquecento e fu consacrata nel 1548. Le grandi trasformazioni seicentesche aggiunsero la scalinata, la balaustra intagliata e le cappelle riccamente decorate; la facciata neoromanica risale al 1900 e la chiesa divenne Basilica Minore nel 1983.
Tra le opere centrali figurano il Crocifisso sospeso della metà del Cinquecento, dipinto sul retro con la Resurrezione di Antonello Sillaro del 1555; l’organo di Antonino La Valle del 1627; e i cicli di Gaspare Bazzano sui santi Pietro e Paolo e sulla vita di Cristo, conclusi entro il 1624.
Il coro in noce fu intagliato da Andrea Russo tra il 1570 e il 1585, mentre Francesco Testagrossa realizzò nel 1721 il paliotto in argento sbalzato. L’imponente tabernacolo marmoreo, datato 1489 e commissionato dal vicario Francesco Sunzeri, proviene da Santa Maria Assunta.
Santa Maria Assunta esiste ancora in piazza Castello. Attestata dal 1140 con il titolo di San Pietro, fu Chiesa Madre di Collesano fino al 1543 e conserva opere tra cui la Madonna col Bambino in marmo di Antonello Gagini del 1516 circa.
Cronologia
1140Si fonda la più antica Chiesa Madre, Santa Maria la Vecchia (Assunta); resta matrice fino al 1543.
fine ’400Si avvia San Pietro sulla sommità del colle.
1489Il presbitero Francesco Sunzerio commissiona un tabernacolo marmoreo alla bottega Gagini.
1543Completata sotto papa Paolo III; San Pietro diventa la nuova Chiesa Madre.
1548Consacrata da Mariano Manno, vescovo originario di Sciacca.
1555Antonello Sillaro data al 1555 la Resurrezione sul retro del Crocifisso sospeso, opera composita della metà del Cinquecento.
1570–1585Andrea Russo intaglia il coro ligneo.
1602Antonino Spatafora progetta la scalinata monumentale.
1619Giuseppe Li Volsi esegue gli stucchi della cappella del Sacramento.
1624Gaspare Vazzano “Zoppo di Gangi” affresca il presbiterio — 22 ovali e 13 riquadri sulle vite di Pietro e Paolo.
1627Antonino La Valle realizza l’organo; la cassa lignea dorata e dipinta è più antica, della metà circa del Cinquecento.
1641La Madonna dei Miracoli è proclamata patrona di Collesano (alla festa si lega poi un miracolo del 26 maggio 1643).
1983Papa Giovanni Paolo II eleva la chiesa a Basilica Minore.
Persone e famiglie
Domenico Gagini (c.1420–1492)— capostipite della dinastia Gagini; la sua bottega (con Giorgio da Milano e Andrea Mancino) scolpì il tabernacolo marmoreo del 1489.
Antonino Spatafora— pittore-ingegnere che progettò la scalinata monumentale nel 1602.
Gaspare Vazzano “Zoppo di Gangi” (1562–1630)— autore del ciclo di affreschi del presbiterio del 1624.
Andrea Russo— intagliatore collesanese del coro del 1570–1585.
Antonino La Valle— mastro che realizzò l’organo nel 1627; la cassa lignea dorata e dipinta è più antica. Giuseppe Li Volsi eseguì gli stucchi del 1619.
Francesco Sunzerio— presbitero che finanziò il tabernacolo del 1489; gli affreschi del 1624 furono pagati con le elemosine dei cittadini raccolte dal sacerdote Paolo Brocato.
Storie e tradizioni
Alza lo sguardo nella navata: il Crocifisso della metà del Cinquecento pende da una macchina lignea; la Resurrezione di Antonello Sillaro sul retro è datata 1555, così la croce “gira” dalla morte alla vita.
La patrona del paese, il dipinto quattrocentesco della Madonna dei Miracoli, è portato per il centro storico ogni anno nella festa del 25–27 maggio.
Lo “Zoppo di Gangi” fu a lungo creduto un solo pittore; gli studi d’archivio ne rivelarono due — Gaspare Vazzano e l’allievo Giuseppe Salerno — entrambi soprannominati per la zoppìa.
La basilica raccoglie opere da tutte le chiese di Collesano — tra cui una predella marmorea di Apostoli attribuita ad Antonello Gagini, figlio di Domenico.
Informazioni utili
OrariOpen mornings and for late-afternoon Mass
IngressoFree
AccessibilitàLa scalinata Spatafora è la barriera principale per chi usa la sedia a rotelle; chiedere alla parrocchia un ingresso laterale.