Collesano coat of arms Collesano · Tours

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11 MONUMENTO

Castello di Collesano

Castello di Collesano

I ruderi del Castello di Collesano segnano il margine nord del paese e la storia fortificata più antica dell'abitato attuale. Il centro normanno nacque intorno al 1130–1140, quando Ruggero II trasferì la popolazione da Monte d'Oro al poggio di Bagherino. Un documento del 1194 definisce il nuovo abitato oppidum, cioè centro fortificato e cinto da mura. La data esatta di fondazione del castello è ignota. La prima citazione documentaria chiara risale al 1308–1310, perciò la guida locale assegna il complesso superstite almeno al XIII secolo, senza escludere strutture precedenti. Presenta una pianta quadrangolare con ampia corte e quattro torri angolari. Nei secoli successivi il castello passò attraverso grandi famiglie siciliane, tra cui Cicala, De Monfort, Ventimiglia, Cardona e Moncada. Con i Ventimiglia Collesano divenne un importante centro comitale; con i Moncada il castello raggiunse una delle sue fasi più ricche, ospitando persino rappresentazioni teatrali dell'Accademia degli Offuscati. Adattato a palazzo residenziale alla fine del Cinquecento, il castello fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1693. Rimase carcere cittadino fino a quando un altro terremoto lo rese inagibile nel 1819. Oggi restano ruderi, soprattutto la torre di nord-est presso l'ingresso, ma il luogo conserva una delle immagini più chiare del potere medievale di Collesano.

NotaSempre visibile dall'esterno.

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Storia e approfondimenti

Un approfondimento — solo in questa pagina.

In breve

Tipo
Ruderi del castello accanto al borgo normanno
Fondazione
data ignota; almeno XIII secolo
Prima menzione certa
1308–1310
Ventimiglia investiti
1354
Pianta
Quadrangolare, quattro torri d’angolo
Rovinato dal
terremoto del 1693; carcere fino al 1819

Da non perdere

  • Il borgo normanno fu fondato sul poggio di Bagherino intorno al 1130–1140; la data esatta di fondazione del castello è ignota.
  • Un documento del 1194 definisce l’abitato oppidum, mentre la prima citazione documentaria chiara del castello risale al 1308–10.
  • Possedimenti successivi: Adelasia di Adernò, i Cicala, i Ventimiglia, i Cardona (1444–1537), i Moncada e gli Alvarez de Toledo / duchi di Ferrandina (fino al 1813).
  • Adattato a palazzo residenziale alla fine del Cinquecento e poi gravemente danneggiato nel 1693; fu carcere cittadino fino a quando un altro terremoto lo rese inagibile nel 1819.
  • Pianta quadrangolare con ampia corte e quattro torri d’angolo; soltanto quella di nord-est rimane parzialmente integra.
  • Acquisito recentemente dal Comune e consolidato in parte in vista di un restauro più ampio.

Dalla guida storica locale

  • La Collesano normanna nacque intorno al 1130–40 dopo il trasferimento dell’abitato da Monte d’Oro al poggio di Bagherino voluto da Ruggero II. Un documento del 1194 definisce il nuovo centro oppidum, cioè abitato fortificato e cinto da mura.
  • Il castello presenta una pianta quadrangolare con ampia corte e quattro torri angolari; soltanto quella di nord-est rimane parzialmente integra. La data di fondazione è ignota: la prima citazione documentaria chiara risale al 1308–10, perciò la guida colloca il complesso superstite almeno nel XIII secolo, senza escludere preesistenze.
  • Trasformato in palazzo residenziale alla fine del Cinquecento, il castello fu gravemente danneggiato dal terremoto dell’11 gennaio 1693. Rimase carcere cittadino fino a quando un altro terremoto lo rese inagibile nel 1819.
  • Nei secoli appartenne ai conti Ventimiglia, Centelles, Aragona, Cardona e Moncada. Il Comune lo ha acquisito recentemente e ha consolidato parte delle murature in vista di un restauro più ampio.

Cronologia

  • c.1130–1140Ruggero II sposta l’abitato da Monte d’Oro; sul poggio di Bagherino prende forma il borgo normanno di “Golisano”.
  • 1194Un documento definisce l’abitato oppidum, cioè centro fortificato e cinto da mura.
  • 1202Infeudato a Paolo Cicala, che assume il titolo di conte.
  • 1305Passa a Francesco I Ventimiglia e viene annesso alla grande Contea di Geraci.
  • 1308–1310Prima citazione documentaria chiara del castello; il complesso superstite è assegnato almeno al XIII secolo, senza escludere preesistenze.
  • 1354I Ventimiglia sono (re)investiti della Contea di Collesano — Francesco II Ventimiglia è riconosciuto conte (il titolo comitale risale a Paolo Cicala nel 1202).
  • 1398La contea è confiscata ai Ventimiglia dal re Martino I.
  • 1444Alfonso il Magnanimo concede la contea alla famiglia Cardona.
  • 1537Passa ad Antonia Cardona e, col suo matrimonio, agli Aragona (duchi di Montalto).
  • 1584–85María de Aragón sposa Antonio Moncada, principe di Paternò — la contea passa ai Moncada.
  • ’600Una grande sala è trasformata in teatro dall’Accademia degli Offuscati.
  • 1693Il terremoto del Val di Noto danneggia gravemente il castello, poi ancora utilizzato come carcere cittadino.
  • c.1713Passa agli Álvarez de Toledo, duchi di Ferrandina (la loro investitura formale nella contea è datata al 1752 da altre fonti).
  • fino al 1819I ruderi servono da carcere; la feudalità è abolita nel 1812–13.

Persone e famiglie

  • Ruggero II e domina Adelicia — Ruggero II fondò l’abitato di Golisano; la guida locale indica poi la nipote Adelicia come feudataria di Collesano, non come fondatrice del castello.
  • I Ventimiglia — conti che tennero Collesano nel loro grande stato madonita; furono (re)investiti della contea nel 1354.
  • I Cardona (1444–1537) — casa catalana cui Alfonso il Magnanimo concesse la contea; Pietro II Cardona è il conte più noto.
  • I Moncada, principi di Paternò — acquisirono Collesano col matrimonio del 1584 di María de Aragón; sotto di loro fiorì il teatro del castello.
  • Gli Álvarez de Toledo — duchi di Ferrandina, ultimi feudatari fino all’abolizione della feudalità (1812–13).

Storie e tradizioni

  • Da qui nacque il nome stesso del paese: il nuovo borgo di “Golisano” di Ruggero II diede, nei secoli, “Collesano”.
  • Negli anni più ricchi il castello non fu solo fortezza ma palcoscenico — l’Accademia degli Offuscati vi recitava nella grande sala.
  • Sei grandi casate lo tennero a turno — Cicala, Ventimiglia, Cardona, Aragona, Moncada e infine Álvarez de Toledo — un elenco del potere siciliano medievale e moderno.
  • Oggi restano poco più della torre nord-est e tratti di muro, ma il sito offre ancora l’immagine più chiara del potere medievale della contea.

Informazioni utili

  • OrariSite is unsafe — only ruins remain; exterior visible from path
  • IngressoFree (exterior only)
  • AccessibilitàSentiero sterrato in salita; non accessibile a sedie a rotelle o passeggini.